Blazor – .NET 5 RC1

Qualche giorno fa è stato rilasciato il nuovo .NET 5 (Release Candidate 1) che ha introdotto alcune interessanti novità nel comparto Blazor. La succosa novità che ho provato a velocità warp è stato il neo-introdotto <Virtualize> ovvero il componente built-in che consente di virtualizzare una serie (numerosa) di elementi in modalità scorrimento; a mo’ di ListBox per capirci. Putroppo non funziona benissimo, ancora qualche bug, ma la direzione intrapresa è quella giusta.

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Huawei lascia Android: benvenuto WebAssembly!

Con un annuncio ufficiale all’HDC 2020, Huawei dice addio (definitivamente) ad Android in favore di HarmonyOS. Per lo scenario post-Android si possono prendere in considerazioni diverse ipotesi, almeno per il breve futuro:

  1. Huawei perderà importantissime quote di mercato globale.
  2. Si aprirà un nuovo mercato Cinese, specifico ed esclusivo, per HarmonyOS.
  3. All’attuale duopolio Android-iOS si aggiungerà anche HarmonyOS segmentando ulteriormente le piattaforme (come se gli sviluppatori non fossero incasinati già abbastanza 😥).

Forse la 3° ipotesi è quella più probabile, visto che dalle caratteristiche dichiarate HarmonyOS sarebbe in grado di convertire seamless gli APK Android in applicazioni HOS.

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Fondamenti di CSS: display e position

Ai folli che si stanno addentrando nel meraviglioso mondo di CSS come me, voglio dare un consiglio per evitare inutili mal di testa. Ogni volta che si affronta un problema di indentazione e/o impaginazione, bisogna tenere sempre ben a mente 2 fondamentali proprietà CSS: display e position.

Display – La migliore definizione che ho trovato è in assoluto questa su StackOverflow.com. I 3 valori “inline”, “block” e “inline-block” sono quelli storici e più usati, il nuovo valore “flex” è quello da studiare subito dopo. I valori “table”, “table-row” e “table-cell” li troveree spesso ma sono abusati. Una volta assorbiti i fondamenti, ricordatevi che alcuni tag HTML sono per default elementi-blocchi (lista completa) mentre i rimanenti sono elementi inline (lista completa).

Position – Causerà parecchi grattacapi. La migliore spiegazione che ho trovato è questa. Come si evince dal tutorial, “position” ha un doppio legame anche con le proprietà “float” e “clear”. Queste 3 proprietà insieme verranno molto usate.

Imparare la teoria “su carta” di queste proprietà è stupendo, fa sembrare tutto semplice, ma quando ci si trova con decine di layer innestati, ognuno con definizioni differenti, si fa molta fatica a seguire il significato logico dei vari elementi HTML. Se ogni volta che vi scontrate con codice HTML + CSS sentite una forte sensazione di frustrazione interna, sappiate che è un disagio assolutamente NORMALE!!!

CSS è fantastiglioso!

OK, OK, dovevo fare una cosa semplicissima con CSS: posizionare 2 elementi dietro l’altro in orizzontale e centrarli verticalmente. Facile direte voi … LA MINCHIA rispondo io!

vertical-align: Ironia sul web
vertical-align: Ironia sul web

Da buon neofita di CSS, come prima soluzione ho usato il comando vertical-align con valore middle, ovviamente il browser m’ha risposto picche (è s’è fatto pure ‘na risata). Come si può vedere dall’immagine allegata sulla destra, su questo argomento alcune persone particolarmente goliardiche hanno scatenato la loro ironia e ci si sono divertite alla grande 🙂 Ho iniziato a cercare, a ricercare e a ricercare ancora su Internet una possibile soluzione e dopo circa 37-38 ore di navigazione ininterrotta mi è venuto il dubbio che fosse un problema piuttosto comune. Può sembrare strano ma è esattamente così: questo è uno scoglio su cui ci si scontrano inizialmente praticamente tutti gli sviluppatori. Alla fine ho trovato questa pagina che spiega un paio di barbatrucchi semplici semplici, ma è frustrante constatare come l’HTML, dopo oltre 20 anni di onorato servizio, risulti ancora così “arretrato”.

A quanto pare i browser più recenti hanno risolto questi problemi di allineamento e orientamento usando il nuovo parametro FlexBox, che sarà la prossima funzionalità che andrò a studiare non appena mi riprendo da questo trip.

Giochicchiando con WebGL – Parte II

L’intestazione colorata ed animata con WebGL che ho creato qualche giorno fa, generava colori casuali ogni volta che si cambiava pagina o si aggiornava quella corrente: questo comportamento non mi piaceva. Ho ripreso il codice, ora quando viene abbandonata la pagina, intercettando l’evento onnload, salvo i colori attuali all’interno di un cookie di sessione. Alla successiva creazione della nuova istanza WebGL, leggo il cookie e se ci trovo dentro i vecchi colori, evito di generare quelli randomici. In questo modo durante la navigazione del sito, l’animazione simula una pseudo-continuità nel tempo.

Ecco il nuovo codice sorgente TypeScript

Calcolo delle normali in WebGL

Mi sono divertito a creare questo esperimento e se ho smanettato bene WebGL, credo non sia possibile far calcolare le normali direttamente al vertex shader, nel caso la mesh 3D modifichi la propria forma (come nel mio esempio). Con il vertex shader puoi accedere solo alla coordinata attualmente in trasformazione e non mi pare esistano barbatrucchi per fare un lookup su altri vertici, operazione necessaria per il calcolo delle normali delle facce. Sono pressochè sicuro esistano vari metodi per “simulare” il calcolo utilizzando texture mapping come base dati, ma è una tecnica che ho deciso di non esplorare per adesso. Probabilmente in WebGL 2 sarà integrato anche un geometry shader dove questo limite verrà superato, o forse no perchè è un qualcosa di particolarmente pesante. Ad ogni modo, far eseguire il calcolo delle normali direttamente alla GPU, invece che alla CPU (anzi a JavaScript che è un compilatore just-in-time di una macchina virtuale), è particolarmente vantaggioso grazie all’elevato grado di parallelizzazione nei calcoli vettoriali.

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Giochicchiando con WebGL

WebGL è veramente forte!!! L’idea di poter integrare in una pagina web tutta la potenza di OpenGL utilizzando un semplice editor di testo, con accelerazione hardware tra l’altro, lo rende particolarmente interessante. Oggi volevo sperimentare l’integrazione di un tag <canvas>, con contesto WebGL appunto, all’interno di una pagina HTML e mi è venuto in mente di modificare l’header del mio template WordPress, che è questo qua: Phosphor WordPress template.

Invece di un’intestazione con sfumatura statica ho deciso di creare un semplice scriptino TypeScript che mi ciclasse colori casuali dentro 2 triangoli. Tutto molto semplificato e leggero da eseguire su ogni browser. Ecco il codice sorgente se può interessare: Codice sorgente TypeScript.

Utilizzare il tag canvas in questa maniera è un tentativo amichevole di resuscitare le vecchie applet Java ormai morte e sepolte … poverine 🙂