Giochicchiando con WebGL – Parte II

L’intestazione colorata ed animata con WebGL che ho creato qualche giorno fa, generava colori casuali ogni volta che si cambiava pagina o si aggiornava quella corrente: questo comportamento non mi piaceva. Ho ripreso il codice, ora quando viene abbandonata la pagina, intercettando l’evento onnload, salvo i colori attuali all’interno di un cookie di sessione. Alla successiva creazione della nuova istanza WebGL, leggo il cookie e se ci trovo dentro i vecchi colori, evito di generare quelli randomici. In questo modo durante la navigazione del sito, l’animazione simula una pseudo-continuità nel tempo.

Ecco il nuovo codice sorgente TypeScript

Internet, il passaparola e il virale

Jeff Duntemann, l’autore del primo libro di programmazione che ho letto nella mia vita, quello sul Borland Pascal (per dovere di cronaca in realtà il primo che ho acquistato era sul C++), nel 1998 ha scritto sul suo blog questo post che cito per intero:

We’re getting to the day where almost any software application or utility you could describe is out there somewhere—in many cases freely downloadable from half a dozen places. A friend of mine is putting together a small conference for independent Catholic priests and bishops, and wanted to know if I’d seen any software for managing conference, attendees, fees, schedules and stuff. Sure as..er..heck, I found a package in about ten minutes. I mentioned in VDM that I’d like to have a software gizmo that magnified the cursor region so I could bulls-eye the mouse pointer into those teeny little Explorer interface plus/minus boxes. Sunuvugun, four or five such things already exist. When there were fewer things in the world, word-of-mouth was easy. Now there are a near-infinite number of things in the world, and no one has the breadth of attention to be able to snag word-of-mouth on more than a tiny fraction of it. I’m quite sure that managing word of mouth is the key to making money with software distributed on the Web. Many people say they know how to do this. I’ve seen no evidence that anyone does. I think about it a lot, and if I come up with any useful idea you’ll see them here.

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Calcolo delle normali in WebGL

Mi sono divertito a creare questo esperimento e se ho smanettato bene WebGL, credo non sia possibile far calcolare le normali direttamente al vertex shader, nel caso la mesh 3D modifichi la propria forma (come nel mio esempio). Con il vertex shader puoi accedere solo alla coordinata attualmente in trasformazione e non mi pare esistano barbatrucchi per fare un lookup su altri vertici, operazione necessaria per il calcolo delle normali delle facce. Sono pressochè sicuro esistano vari metodi per “simulare” il calcolo utilizzando texture mapping come base dati, ma è una tecnica che ho deciso di non esplorare per adesso. Probabilmente in WebGL 2 sarà integrato anche un geometry shader dove questo limite verrà superato, o forse no perchè è un qualcosa di particolarmente pesante. Ad ogni modo, far eseguire il calcolo delle normali direttamente alla GPU, invece che alla CPU (anzi a JavaScript che è un compilatore just-in-time di una macchina virtuale), è particolarmente vantaggioso grazie all’elevato grado di parallelizzazione nei calcoli vettoriali.

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Dalla Business Logic alla Graphical User Interface…

Oggi l’attività principale di uno sviluppatore sembra sia diventata disegnare interfacce grafiche. Una volta ci si concentrava sulla logica di business, cercando di creare applicazioni architetturalmente solide, armoniche e funzionali, ma oggi questa pratica sembra ormai del tutto in disuso. Sono un programmatore di vecchia data e ricordo che durante la “golden age” informatica, quando Windows regnava incontrastato, l’interfaccia grafica delle applicazioni era piuttosto standard, gli unici arricchimenti stilistici venivano fatti per rendere il programma più facilmente fruibile. Anzi, paradossalmente, quando si incontravano software particolarmente accattivanti dal punto di vista grafico, li si etichettava come scarsi a livello ingegneristico (nello strato di business logic appunto): si erano concentrati sull’apparenza che serviva a coprire le magagne tecniche. Avrete presente il famoso detto “non si giudica un libro dalla copertina“.

Ma oggi l’interfaccia grafica È il programma!

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Giochicchiando con WebGL

WebGL è veramente forte!!! L’idea di poter integrare in una pagina web tutta la potenza di OpenGL utilizzando un semplice editor di testo, con accelerazione hardware tra l’altro, lo rende particolarmente interessante. Oggi volevo sperimentare l’integrazione di un tag <canvas>, con contesto WebGL appunto, all’interno di una pagina HTML e mi è venuto in mente di modificare l’header del mio template WordPress, che è questo qua: Phosphor WordPress template.

Invece di un’intestazione con sfumatura statica ho deciso di creare un semplice scriptino TypeScript che mi ciclasse colori casuali dentro 2 triangoli. Tutto molto semplificato e leggero da eseguire su ogni browser. Ecco il codice sorgente se può interessare: Codice sorgente TypeScript.

Utilizzare il tag canvas in questa maniera è un tentativo amichevole di resuscitare le vecchie applet Java ormai morte e sepolte … poverine 🙂

Ciao (Giz)mondo!

Benvenuto in WordPress nel mio sito web! 🙂 Mi sono ricordato della console portatile Gizmondo rilasciata nel 2005 e plonkata nel 2006, Sony e Nintendo hanno veramente tremato dalla paura 😀 Visto il fallimento del mio precedente sito, m’è sembrato doveroso dedicare il primo post del nuovo blog ad un celebre fallimento mondiale forse poco conosciuto.

Un blog dedicato all’informatica ed ad altre oscenità da nerd, divertitevi se vi interessa, un saluto