Nel precedente post avevo espresso il mio pensiero (una palese supercazzola) riguardo al possibile lato positivo dell’inclusione di Bellavite e Serravalle nel comitato NITAG: è inutile dire che MI SONO COMPLETAMENTE SBAGLIATO!!! Dopo aver letto la notizia dello scioglimento del comitato da parte del ministro Schillaci, a seguito delle pressanti polemiche nel dibattito pubblico, ho provato a ragionare in modo più approfondito sulla questione e mi sono accorto di aver seguito una logica completamente priva di razionalità (scientifica). Ammetto non solo di essermi sbagliato ma anche di non poter fare affidamento sulla mia sola intuizione per determinate scelte o decisioni, specialmente quando riguardano un tema su cui non ho la minima preparazione di base come il metodo scientifico ed in particolare nell’ambito della virologia.
Mi sono domandato: cosa sarebbe successo nel caso in cui il Papa in persona fosse stato inserito nel comitato NITAG?
Il Papa è senza dubbio una figura autorevole universalmente riconosciuta, una personalità carismatica e amata da (quasi) tutti, dalle potentissime doti etiche e morali ma … non è un virologo. Il suo ruolo nella commissione vaccini sarebbe stata puramente simbolica, una sorta di sigillo di garanzia per le questioni etico-morali legate alle immunizzazionI di massa, ma il suo contributo scientifico reale è marginale. In questo ipotetico caso, quasi sicuramente il Papa non sarebbe stato accolto con lo stesso attrito riscontrato per Bellavite e Serravalle, malgrado i curriculum scientifici di questi 2 medici ormai pubblicamente etichettati come “no-vax” (fra virgolette perchè vanno correttamente definiti scettici sui vaccini; scrivo “no-vax” per iper-semplificazione e brevità del concetto) sia di tutto rispetto, benchè non siano puramente specializzati nel campo della virologia. Gli stessi scienziati che oggi si sono scagliati contro la presenza dei “no-vax” in commissione, anche con azioni dal forte valore simbolico come il rifiuto pubblico della nomina, non si sarebbero comportati allo stesso modo nei confronti del Papa, primariamente come forma di auto-tutela personale: scontrarsi pubblicamente contro una figura del calibro del Papa non sarebbe stata una mossa saggia. Certo il paragone che faccio tra religione, scienza e possibile anti-scienza è una riduzione dell’analisi deprimente … ma io dispongo di *QUESTO* livello culturale 😅
E quindi torniamo a me e al mio errore di valutazione. Il NITAG (National Immunization Technical Advisory Group) è un gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni che fornisce al Ministero della Salute e al governo Italiano raccomandazioni scientifiche e consulenza tecnica per la definizione delle strategie vaccinali: non può trasformarsi in un compromesso politico, in un ponte di pacificazione come avevo ipotizzato. Ho detto una stronzata! Il NITAG è, e deve rimanere, un comitato di natura graniticamente scientifica, non c’è spazio per il compromesso politico. Per quanto gli organismi tecnici-scientifici possono e a volte devono prendere in considerazione aspetti politici, la decisione di sciogliere la commissione risulta inesorabilmente corretta. Altrimenti si sarebbe diffuso il messaggio sbagliato, i no-vax l’avrebbero vista come una vittoria (di Pirro), delegittimando un comitato autorevole sottraendogli credibilità, e insinuando pubblicamente ancora di più i dubbi sulle strampalate teorie del complotto che circolano in rete.
L’idea di costruire un ponte fra scettici sui vaccini (no-vax) e razionalisti (pro-vax) è sicuramente nobile ma deve essere coltivata su un terreno neutrale, anche se difficile da attuare, come nei dibattiti, nei social, nei media tradizionali, non attraverso un comitato come il NITAG che deve essere la massima espressione della conoscenza scientifica contemporanea.
La scienza non è un’opinione e il tavolo dove si fa scienza non è un tavolo per tutte le opinioni: è un tavolo per la COMPETENZA!
AGGIORNAMENTO (21/08/2025). Mi era completamente sfuggito un dato estremamente significativo: esiste un documento ufficiale dell’OMS riguardo il NITAG! Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che regolano la costituzione e il funzionamento dei NITAG a livello globale, i membri devono essere selezionati per la loro competenza professionale in ambiti come epidemiologia, immunologia, pediatria, sanità pubblica, farmacologia o altre discipline rilevanti per le vaccinazioni [ci sono polemiche riguardo l’assenza di alcuni rappresentanti di categorie chiave; ndr]. L’obiettivo è garantire che le raccomandazioni siano obiettive, indipendenti e fondate su evidenze scientifiche, senza influenze politiche o ideologiche. In Italia, il NITAG è concepito come un organismo tecnico-consultivo, e i suoi membri devono essere privi di conflitti di interesse [e qui nuove polemiche; ndr] e non devono ricoprire ruoli politici attivi. La selezione di figure non adeguatamente scientifiche o con posizioni (potenzialmente) influenzate da orientamenti politici ha giustamente scatenato le recenti critiche perchè vanno a ridurre l’efficacia del NITAG nel supportare politiche vaccinali “evidence-based” [bruttissimo che nel sito NITAG Italiano si usi questo Inglesismo al posto di “basato sull’evidenza scientifica“; ndr].