Blazor e il Source Generator con le Roslyn API

Capita a tutti di invecchiare e rincoglionirsi, per me il processo è iniziato intorno all’adolescenza, ma è una sorte che prima o poi spetta a tutti quanti. Oddio sto iniziando con una digressione, ma se è all’inizio di un testo, può ancora essere chiamata digressione oppure può benissimo essere definita apertura a vuoto o ad-cazzum? Oh my God, sto introducendo una nuova digressione, sarà una re-digressione o una meta-digressione?!?!?!? OK stop…

Come scritto in precedenza ho ricominciato a scrivere codice su Blazor, non ne comprendo neanche io il reale motivo, forse non voglio essere uno sviluppatore à la page ma non voglio neanche diventare un dinosauro, mi piace piuttosto rimanere fra “tra incudine e martello”, non riscendo a decidere di quale morte voglia morire. Ho iniziato a sviluppare una serie di involucri (wrapper) per librerie API JavaScript, così da studiare le nuove strategie di sviluppo introdotte su Blazor, visto che ero rimasto fermo alle versione .NET 4.x, imparando a mie spese le peculiarità del nuovo JS Interop sviluppato da Microsoft. Uno dei primi problemi che mi sono trovato ad affrontare sin da (praticamente) subito è stato quello del dover creare script .JS personalizzati anche solo per leggere/scrivere una misera proprietà o invocare il costruttore di una classe JavaScript. Questo ha introdotto il “nuovo” (che poi tanto nuovo non era) problema del dover gestire il caricamento del modulo, coi relativi script JavaScript annessi, ed in modalità on-demand: ovvero solo quando ce ne fosse stato realmente bisogno. Questo ha introdotto una nuova problematica del dover gestire lo smaltimento del modulo una volta che…

… eh no, caro Zio Billy*, stavolta mi sono fatto furbo! 😏

(* Zio Billy per me sarebbe Bill Gates che non è più in Microsoft da 20 anni, ecco sono così vecchio io)

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JavaScript fa ca**re 😫

Da qualche giorno sto brigando pesantemente con Emscripten: quel magico strumento che consente di transpilare (un neologismo, dall’inglese “to transpile“) codice C/C++ in WebAssembly. Devo convertire alcune librerie C++ in wasm, per poterle invocare da JavaScript e successivamente (molto probabilmente) da Blazor. È un lavoro molto impegnativo perchè la purezza del C++ in qualche modo deve scontrarsi col pressapochismo intrinseco di JavaScript; e putroppo questo è inevitabile 😓

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Huawei lascia Android: benvenuto WebAssembly!

Con un annuncio ufficiale all’HDC 2020, Huawei dice addio (definitivamente) ad Android in favore di HarmonyOS. Per lo scenario post-Android si possono prendere in considerazioni diverse ipotesi, almeno per il breve futuro:

  1. Huawei perderà importantissime quote di mercato globale.
  2. Si aprirà un nuovo mercato Cinese, specifico ed esclusivo, per HarmonyOS.
  3. All’attuale duopolio Android-iOS si aggiungerà anche HarmonyOS segmentando ulteriormente le piattaforme (come se gli sviluppatori non fossero incasinati già abbastanza 😥).

Forse la 3° ipotesi è quella più probabile, visto che dalle caratteristiche dichiarate HarmonyOS sarebbe in grado di convertire seamless gli APK Android in applicazioni HOS.

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PWA – Progressive Web Application

Ho sviluppato una piccola applicazione webassembly usando Blazor (https://wasmtagger.medieval.it) poi ho deciso di pubblicarla nei vari app store e questo è stato il risultato:

  • Apple Store è zona interdetta: non si possono pubblicare WebAssembly. In realtà ci sarebbe il modo, ma bisogna usare chilometri di red-tape quindi, per ora, escluso.
  • Google Play accettata con riserva. Le app webassembly possono essere distribuite solo ai maggiorenni, che è un paradosso perchè anche se la tua applicazione ha “PEGI 0”, cioè indicata anche per neonati, può essere distribuita solo ai 18+. Ipotizzo per una questione di sicurezza. Considerato il rapporto costi-benefici, direi che questo limite risulta più che accettabile.
  • Microsoft Store accetta senza riserve (e credo sia anche normale visto che questo store lo usa giusto Bill Gates e ¾ della palazzina sua 😅). L’unico problema è trovare il software giusto per editare il file APPX da inviare al portale, personalmente ho usato Advanced Installer in versione trial.

Il sito PWABuilder ti genera sia il file .APK da inviare a Google Play sia il file .APPX da inviare a Microsoft Store, estraendo i dati dal manifest.json del tuo sito PWA: il meccanismo funziona piuttosto bene.

Al momento sto riscontrando problemi nell’aggiornamento delle versioni, penso ci sia un corto-circuito tra cache e service worker, ma sto facendo delle prove più approfondite per capire chi è il responsabile nella catena: tra browser, applicazione, service worker o app store.